Le serie italiane tornano a raccontare il mondo del diritto mettendo al centro figure di avvocati complessi e contraddittori, sempre più lontani dagli stereotipi tradizionali. Non più semplici professionisti chiamati a risolvere casi, ma personaggi attraversati da fragilità personali, dilemmi etici e conflitti interiori.
Nelle ultime settimane, in particolare, sono stati due titoli a riportare il legal drama al centro dell’attenzione: Guerrieri – La regola dell’equilibrio, in onda su Rai 1 dal 9 marzo, e Avvocato Ligas, in esclusiva su Sky Italia e in streaming su NOW. Due produzioni diverse per tono e ambientazione, ma accomunate dalla scelta di costruire la narrazione attorno a protagonisti segnati da tensioni morali e da un complesso rapporto con la giustizia.
Protagonista della serie Rai è Alessandro Gassmann nei panni dell’avvocato barese Guido Guerrieri, personaggio nato dalla penna di Gianrico Carofiglio. La fiction, diretta da Gianluca Maria Tavarelli, realizzata in coproduzione da Rai Fiction, Rai Com, Combo International e Bartlebyfilm, segue casi giudiziari che si intrecciano con la dimensione privata del protagonista, tra crisi personali, relazioni irrisolte e un costante confronto con il senso di giustizia. La terza puntata, in onda ieri in prima serata, ha registrato uno share del 19,6%, confermando l’interesse del pubblico per un racconto che privilegia introspezione e conflitto morale.
Su un versante diverso si colloca Avvocato Ligas, una produzione Sky Studios e Fabula Pictures, che vede Luca Argentero nei panni di Lorenzo Ligas. Il protagonista è un avvocato brillante e spregiudicato, alle prese con casi complessi e una vita personale instabile. I primi episodi hanno raccolto circa un milione di spettatori medi, posizionando la serie tra i fortunati debutti delle produzioni originali Sky degli ultimi anni.
Accanto a questi titoli ricordiamo anche Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso, serie prodotta da Viola Film in coproduzione con Rai Fiction, che ha proposto una variazione più ironica e disillusa del racconto giudiziario, mettendo al centro un protagonista lontano dai modelli tradizionali di successo.
Mentre Guerrieri punta su una narrazione più riflessiva e legata alla tradizione letteraria, Ligas si muove invece verso un modello più vicino al legal drama internazionale, fatto di ritmi serrati e tensioni narrative. In entrambi i casi, però, la figura dell’avvocato non è più solo un professionista del diritto, ma il racconto processuale si intreccia con quello personale, dando spazio alle fragilità e ai conflitti dei protagonisti.
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