La quarta stagione della serie antologica di Ryan Murphy, intitolata “Monster: La storia di Lizzie Borden“, è disponibile su Netflix con 8 episodi.
Rispetto alle stagioni precedenti, la serie adotta una formula rinnovata che mescola il genere true crime con tinte da dark comedy e una maggiore componente ironica.
La storia segue Lizzie Borden, interpretata da Ella Beatty, una giovane donna dell’America di fine Ottocento, vittima delle continue umiliazioni e dei soprusi della propria famiglia, accusata di aver ucciso il padre, Andrew Borden, e la matrigna, Abby Borden, a colpi d’ascia il 4 agosto 1892.
Lizzie Borden viene poi processata, ma, in mancanza di prove sufficienti, viene assolta, lasciando il caso avvolto nel mistero e diventando, in seguito, erede di una cospicua fortuna familiare.
Ryan Murphy sceglie di sviluppare questa vicenda non solo concentrandosi sugli omicidi, ma anche sulla complessa personalità di Lizzie e sul rapporto con la sua famiglia, raccontando le tensioni e le divergenze che precedettero la drammatica tragedia.
Oltre a Ella Beatty, nel cast ci sono Vicky Krieps (Bridget “Maggie” Sullivan), Charlie Hunnam (Andrew Borden), Rebecca Hall (Abby Borden), Billie Lourd (Emma Borden), Jessica Barden (Nance O’Neil), Joey Pollari (John Morse) e Sarah Paulson (Aileen Wuornos).
I set italiani della serie
Sebbene la storia di Lizzie Borden si sia svolta nella realtà a Fall River, nel Massachusetts, le riprese della serie sono state effettuate anche in Italia.
Le riprese sono durate cinque settimane, dal 22 gennaio al 25 febbraio 2026. Sul set ha lavorato una troupe di circa 200 persone, con diverse location nel Lazio, in particolare a Roma e nei dintorni della capitale.
Tra queste figura anche il Castello Orsini-Odescalchi, sul lago di Bracciano, scelto per la sua ambientazione storica, particolarmente adatta a ricreare un’atmosfera d’epoca senza ricorrere a ricostruzioni artificiali.
A parlare della scelta delle location è intervenuto anche il direttore della fotografia Michael Bauman, che ha spiegato come le scene girate all’interno del castello siano legate alla storia della sanguinaria contessa Elisabetta Báthory, personaggio presente nel racconto letto da Lizzie e Bridget nel primo episodio.
La figura della nobildonna ungherese, passata alla storia per le numerose accuse di torture e omicidi ai danni di giovani donne, si inserisce così nella narrazione della serie attraverso il racconto letto dalle due protagoniste.
La figura leggendaria di Lizzie Borden
A differenza di quanto accadde nella realtà, la serie mostra sin dall’inizio del primo episodio l’uccisione dei genitori, rappresentando Lizzie Borden come l’autrice del duplice omicidio.
Nella realtà, invece, non furono raccolte prove sufficienti a dimostrare la colpevolezza di Lizzie, che venne quindi assolta al termine del processo.
È proprio l’assoluzione a rendere la vicenda di Lizzie Borden particolarmente controversa e, nonostante la mancata condanna, i sospetti nei suoi confronti non si sono mai placati.
Infatti, da quel momento Lizzie Borden diventa una figura leggendaria, trasformandosi in un vero e proprio personaggio del terrore e in uno dei casi più celebri e discussi della cronaca nera americana.
Un elemento fondamentale di questa leggenda è la famosa filastrocca:
“Lizzie Borden prese un’ascia, e diede a sua madre quaranta colpi.
Quando vide ciò che aveva fatto,
ne diede a suo padre quarantuno.”
Lizzie Borden visse il resto della sua vita nella comunità di Fall River insieme alla sorella Emma. Nonostante l’assoluzione, Lizzie fu sottoposta a un forte isolamento sociale e morì nel 1927, all’età di 66 anni.
Ancora oggi è possibile visitare la casa in cui avvennero gli omicidi. Si trova al 230 Second Street, a Fall River, nel Massachusetts, ed è stata trasformata in un bed & breakfast. I visitatori possono persino pernottare nella casa e fare colazione con un menu ispirato a quello consumato dalla famiglia Borden la mattina degli omicidi.
Photo Credits: Foto di Venti Views su Unsplash
