The Terror è una serie antologica prodotta da AMC in collaborazione con Scott Free Productions, EMJAG Productions, Entertainment 360 e AMC Studios.
La serie è composta da tre stagioni: la prima, The Terror: The Franklin Expedition, è ispirata alla vera spedizione perduta di Franklin; la seconda, The Terror: Infamy, è ambientata negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale e segue la comunità giapponese-americana dopo l’attacco a Pearl Harbor; la terza, The Terror: Devil in Silver, si svolge all’interno di un ospedale psichiatrico contemporaneo, il New Hyde Psychiatric Hospital.
La serie ruota attorno a un’idea centrale molto precisa: l’orrore non nasce solo da ciò che è soprannaturale, ma soprattutto dalle condizioni in cui l’essere umano viene spinto oltre i propri limiti.
Ogni stagione mette i personaggi in situazioni di isolamento estremo, sia fisico sia sociale, trasformando la sopravvivenza in un lento processo di deterioramento psicologico.
The Terror: The Franklin Expedition
La prima stagione, uscita nel 2018, è un adattamento del romanzo di Dan Simmons “La scomparsa dell’Erebus” e racconta la spedizione di Sir John Franklin (1845-1848), partita con le navi britanniche HMS Erebus e HMS Terror.
A questo nucleo storico si aggiungono elementi provenienti dai diari di bordo e dalle testimonianze sulle spedizioni artiche dell’epoca vittoriana, che restituiscono il contesto reale della vita sulle navi intrappolate nei ghiacci, tra disciplina militare, condizioni estreme e crescente isolamento psicologico.
Sul piano narrativo e simbolico, la serie incorpora inoltre suggestioni legate al folklore inuit, in particolare la figura del Tuunbaq, che rappresenta una forza primordiale legata alla natura artica e al rapporto tra uomo e ambiente ostile. Questo elemento non appartiene alla storia reale, ma viene utilizzato come metafora dell’ignoto e della paura primordiale.
The Terror: Infamy
La seconda stagione, uscita nel 2019, non nasce da un romanzo, ma da una serie di eventi storici reali e dalle tradizioni narrative del folklore giapponese.
Le vicende prendono avvio da uno degli episodi più significativi della storia americana del Novecento: l’internamento dei cittadini giapponesi-americani dopo l’attacco a Pearl Harbor nel 1941.
La serie si ispira alle testimonianze storiche, ai documenti governativi e alle memorie delle famiglie coinvolte nei campi di detenzione, che raccontano una realtà fatta di perdita della libertà, identità sospesa e forte discriminazione razziale. Questo contesto storico costituisce la base realistica su cui si innesta la narrazione.
Grazie alla ripresa di elementi provenienti dal folklore giapponese, come le leggende legate agli spiriti vendicativi (yūrei) e alle entità demoniache (bakemono), la seconda stagione utilizza motivi ricorrenti della cultura popolare giapponese, spesso impiegati per rappresentare sensi di colpa, traumi e paure collettive.
In questo modo, Infamy costruisce il proprio orrore mescolando storia documentata e immaginario folklorico, trasformando un periodo di ingiustizia reale in una narrazione in cui il soprannaturale diventa una metafora del trauma e della memoria repressa.
L’influenza del cinema di Ridley Scott
Le prime due stagioni di The Terror costruiscono un percorso coerente pur cambiando completamente ambientazione e personaggi.
In entrambe, l’orrore non è mai soltanto un elemento soprannaturale, ma il risultato di condizioni estreme che portano l’essere umano a perdere progressivamente i propri punti di riferimento.
A ciò si aggiunge l’influenza di Ridley Scott, evidente non tanto nella regia diretta, quanto nell’impostazione estetica e narrativa dell’intera serie, soprattutto nella costruzione dei finali e del senso di chiusura delle stagioni.
Il tratto più riconoscibile è la sua idea di horror ambientale e psicologico, in cui la minaccia non è mai solo esterna, ma nasce dal rapporto tra l’uomo e il contesto in cui è immerso.
Nei finali delle due stagioni emerge proprio questa impronta: non c’è mai una vera vittoria contro il mostro, ma una conclusione ambigua e disillusa, in cui la sopravvivenza fisica non coincide con quella psicologica o morale.
The Terror: Devil in Silver all’Italian Global Series Festival
La terza stagione della serie, The Terror: Devil in Silver, verrà presentata all’Italian Global Series Festival il 7 luglio 2026 in una speciale proiezione di mezzanotte alla presenza del produttore David W. Zucker e delle protagoniste Judith Light e CCH Pounder.
L’evento rappresenta l’occasione ideale per riscoprire le origini della serie antologica prodotta da AMC. Prima di addentrarsi nel nuovo capitolo, ambientato all’interno di un ospedale psichiatrico contemporaneo, vale infatti la pena soffermarsi sulle prime due stagioni, che hanno costruito l’identità di The Terror attraverso un efficace intreccio di eventi storici, folklore e horror psicologico.
